Traduzione in lingua italiana dell'intervista a Clarissa Pinkola Estés
(del 5 ottobre 2010) tratta dal sito alwari.wordpress.com e realtiva alla sua opera principale, "Donne che corrono con i lupi" edito nel 1984
“ Come cantadora (guardiana di antichi racconti orali) e donna appartenente a due diverse culture etniche, mi è difficile non riconoscere che gli esseri umani sono oltremodo diversi, sia da un punto di vista culturale, che psicologico che di altro tipo. Ed essendo così, mi sembra un errore pensare che un certo modo di essere risulti migliore rispetto ad un altro.
Questa opera in particolare costituisce un apporto a ciò che si sa e che è necessario sapere all'interno di una autentica psicologia femminile che includa tutti i tipi di donne esistenti e tutti i modi di vivere che ciascuna donna rappresenta.
Le mie osservazioni e le mie esperienze nel corso di venti e passa anni di pratica, sia con uomini che con donne, mi hanno portato alla convinzione che, qualunque sia la condizione, la fase o la tappa di vita della persona, quest'ultima deve possedere forza psicologica e spirituale per andare avanti, tanto nelle piccole cose quanto nelle tempeste che di quando in quando si scatenano nella vita di ognuno. La forza non si attinge dopo aver salito una scala o arrampicato una montagna, nemmeno dopo esserci “riusciti”. Il rafforzamento di una persona risulta essenziale per lo sforzo, soprattutto nel prima, nel durante e anche nel dopo.
Sono convinta che l'attenzione e la fede nella natura dell'anima costituisca la quintessenza della forza.
In qualunque momento ci sono molte cose che possono seminare sconcerto nell'anima e nello spirito, provando a distruggere le intenzioni, o esercitando pressione affinché le domande davvero importanti vengano dimenticate. Domande inerenti non soltanto la pragmatica di una situazione ma domande del tipo “Dov'è l'anima di questa questione?”.
La persona allora avanza nella vita, guadagna terreno, risarcisce l'ingiustizia, espone al vento il suo viso grazie alla forza spirituale.
Il rafforzamento, sia tramite le parole che tramite preghiere, attraverso sessioni di meditazione o in qualunque altra modalità, procede a partire da un nume, una grandezza presente al centro della psiche ma più grande della psiche stessa. Questo nume è totalmente accessibile e ha bisogno di essere protetto e alimentato. La sua esistenza, qualunque sia il nome che riceva, è un fatto psichico incontrovertibile. Difficile e intensamente fruttuoso, esso rappresenta quello che percepisce la persona che va incontro ad un processo di autentica maturazione. E si nota tanto dall'interno come dall'esterno, nella persona che si impegna a raggiungerlo.
Sappiamo bene che esiste una apprezzabile differenza tra una vita meditatamente profonda e una vita basata su opinioni fantasmagoriche. In questo viaggio verso il “vero focolare”, malgrado retrocediamo di tanto in tanto per ricapitolare o misurare le cose dal luogo dal quale proveniamo, non retrocediamo per retrocedere.
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