Enneatipo Uno
Il perfezionista - la funzione normativa
L'enneatipo Uno, posizionato in alto a destra all'interno dell' Enneagramma, è parte dei caratteri cosiddetti di azione. Tale definizione evidenzia la propensione di questo enneatipo a risolvere le conflittualità interne attraverso il fare, cioè mettendo in atto comportamenti concreti tesi a risolvere pragmaticamente gli eventi che vengono avvertiti come disordinati o confusi.
Similmente agli altri caratteri d'azione, l'Otto ed il Nove, la sofferenza dell'Uno nasce da una profonda disillusione nei confronti degli altri e della possibilità di trovare in qualcun altro un porto sicuro, nel quale potersi abbandonare. Al tempo stesso la disillusione diventa uno strumento di difesa, usato per gestire le situazioni esistenziali di fronte alle quali ci si trova esposti.
I caratteri d'azione rivolgono il loro interesse alla gestione del potere, ovvero alla capacità di gestire, a partire da una posizione autoritaria, ogni tipo di relazione con l'altro.
L'ennatipo Uno osserva se stesso e gli altri con occhio critico e severo: di un evento che osserva pone in primo piano tutti quegli aspetti che risultano essere confusivi e disorganizzati. Di fronte a questa confusione reagisce iniziando a comandare, ad organizzare, a regolamentare; in altre parole reagisce cercando di dare ordine e coerenza agli eventi.
Questa capacità, questa tendenza, è definita funzione normativa.
La problematicità di ogni carattere, non sta nella sua funzione, ma nella esagerazione di questa funzione, che finisce per monopolizzare il mondo interno di una persona.
L'ennatipo Uno ha imparato a gestire la sofferenza esistenziale con la disillusione e immaginando un ipotetico mondo perfetto, al quale tendere, in cui la sofferenza non troverebbe più posto. Per questo crede che amplificando la funzione normativa, nei confronti di sé stesso e degli altri, sia possibile costruire un'esistenza migliore. Allora, l'ubbidienza ai suoi ordini diventa una prova d'amore.
La virtù di questo enneatipo è la serenità.
In questo caso per serenità si intende la capacità di guardare al mondo accettandone le contraddizioni. In altre parole permettere alle sensazioni e alle emozioni avvertite come sgradevoli di esprimersi, invece di bloccarle e tramutarle in comportamenti normativi.
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