Enneatipo Nove
il mediatore - la funzione omeostatica
L'enneatipo Nove si trova al vertice superiore del simbolo dell'Enneagramma. Posizionato fra l'Uno e l'Otto, fa parte dei caratteri cosiddetti d'azione, dominati da un sentimento di disillusione per un possibile contatto d'amore con gli altri. In particolare, mentre l'Otto reagisce alla disillusione con il potere e la conquista, e l'Uno esercitando ordine e controllo, la persona con un carattere Nove reagisce a tale sofferenza attraverso una resistenza coriacea fatta di rabbia passiva.
Durante l'infanzia queste persone si sono sentite trascurate dagli altri. Hanno imparato a non esprimere i loro bisogni e le proprie opinioni per evitare di creare tensioni, e per paura di non essere ascoltati. In altre parole non hanno ricevuto dagli altri un sufficiente feedback positivo come persone interessanti. Lentamente essi hanno perso interesse per se stessi e per i propri bisogni.
La passione caratteriale in questo caso è l'accidia: l'attitudine a sviluppare una pigrizia per quel quel che riguarda la propria vita interiore.
Separato da se stesso, l'enneatipo Nove si concentra e assume su di sé i bisogni dell'altro. La giornata di questa persona può essere anche colma di impegni, dall'organizzazione della vita familiare, ai progetti di lavoro, dalla partecipazione ad eventi di associazionismo, all'assistenza di parenti o amici malati, ciò non toglie che la persona di tipo Nove resti fondamentalmente inerte a livello psicologico, pigra nel considerare sé stessa e nell'esprimersi sinceramente. Di solito, quando c'è un conflitto aperto in un gruppo, l'ennatipo Nove ha la capacità di mediare e di attenuare le differenze fra le parti. Tale capacità nasce dalla scelta di non avere una posizione definita e di restare nell'ambivalenza in modo da potersi confondere con i bisogni emergenti degli altri.
La specializzazione di questo carattere è l'omeostasi, ovvero la ricerca di equilibro e di pace nelle relazioni. Il prezzo di tale obiettivo, un costo molto alto da pagare, è la rinuncia ai propri desideri.
La sofferenza esistenziale di questo enneatipo nasce dal dolore infantile di non riconoscimento della propria specificità, e si protrae nella vita adulta attraverso un comportamento coatto teso ad annullare il desiderio di essere riconosciuto ed accettato con i propri bisogni.
Le persone con un carattere Nove possono riempire le loro giornate di impegni non perché interessate a quello che stanno facendo, ma per evitare di entrare in contatto con se stesse nei momenti di vuoto.
Oppure possono lasciarsi andare all'indolenza, riuscendo ad ottenebrare la propria consapevolezza con altre attitudini abitudinarie, come guardare la Tv, bere alcolici, chiacchierare del più e del meno, facendo svariati spuntini etc. Spesso hanno una fisicità arrotondata e accumulano peso.
La virtù indicata per questo enneatipo è la spontanietà.
Quando entra in contatto con la propria rabbia, una persona Nove non esprime mai direttamente il suo dissenso, bensì utilizza una serie di comportamenti indiretti per ottenere il risultato voluto senza incorrere in un conflitto diretto. Comportamenti tipici sono il silenzio, il dormire durante i momenti di vuoto di una giornata, il dimenticare appuntamenti presi etc. Tutti questi episodi tesi a boicottare indirettamente il desiderio e la richiesta dell'altro, sono generati dalla rabbia latente di queste persone, in quanto i Nove sanno benissimo cosa non vogliono, ma hanno difficoltà a riconoscere cosa vogliono realmente.
Il comportamento virtuoso della spontaneità consiste nella riscoperta e nell'espressione spontanea delle proprie piccole specificità, tollerando le asperità e i conflitti che si verranno creare con gli altri.
La spontaneità non è espressione infantile di tutto ciò che viene in mente, come solitamente si dice del comportamento tipico di un bambino. La reale spontaneità nasce da una profonda maturazione interna. Un comportamento spontaneo è quello ad esempio di un pianista che dopo essersi esercitato per molto tempo sull'esecuzione di un pezzo, si dimentica tutto e lascia scorrere le proprie mani sul piano durante l'esecuzione in un concerto. Allo stesso modo un comportamento spontaneo consiste nell'espressione di un bisogno basata su di una scelta consapevole.
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