Enneatipo Due
Il donatore - la funzione autostima
L'enneatipo Due è il primo, insieme al Tre ed al Quattro, dei caratteri cosiddetti di sentimento. Tali tipologie di carattere vedono l'amore dell'altro come essenziale in una relazione e perciò tendono a valorizzare al massimo, fino all'idealizzazione, i comportamenti dell'altro. Quest'ultimo diventa speciale, dotato di poteri unici, in grado di colmare il profondo vuoto avvertito dentro di sè.
L'enneatipo Due vive il proprio risentimento, generato dal vuoto d'amore, in posizione reattiva, ossia assumendo comportamenti contrapposti al proprio bisogno.
L'enneatipo Due è incline alla ricerca di approvazione all'interno di una relazione. La sua funzione è l'autostima, ovvero la ricerca di conferma di essere amato per quello che fa per gli altri.
Le persone con un carattere Due sono dotate di grande sensibilità. Fin dall'infanzia la loro attenzione si è concentrata sull'altro, sui bisogni dell'altro, e quindi sulle azioni da intraprendere per soddisfarlo.
Inoltre, si tratta di persone che hanno imparato splendere:
sono persone solari, molto generose, che si prodigano in aiuti e in consigli, e che si rendono indispensabili per gli altri.
Prezzo elevato per questa specializzazione è il dimenticarsi dei propri bisogni.
Accade spesso che le persone con questa tipologia di carattere, pur essendo realmente dotate di qualità di tipo artistico o intellettuale, non approfondiscano queste capacità. Questo accade per la difficoltà che hanno nel porre i loro bisogni ed i loro desideri al primo posto e per il pericolo che la frustrazione per eventuali insuccessi vada a minacciare la loro sensazione di splendore e la loro ideologia di essere capaci di tutto.
Sono persone camaleontiche, che sentono di avere molte personalità e di non conoscere chi siano realmente.
La loro passione è l'orgoglio, alimentato dalla sensazione di essere indispensabili per gli altri.
La virtù di questo carattere è l'umiltà.
Umiltà non è sinonimo di sacrificio o del porsi in secondo piano, bensì è la capacità di guardarsi dentro, in modo da riconoscere tutte quelle parti di sé non ascoltate; di imparare a chiedere, e a prendersi ciò di cui si ha bisogno all'interno della relazione.
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