I caratteri secondo Karen Horney
ANSIETÀ DI BASE E STRATEGIE ADATTIVE DEL BAMBINO
Di fronte ad un mondo potenzialmente ostile, il bambino ha la sensazione di sentirsi isolato ed impotente: sviluppa una ‘ansietà di base’. (p.36-37)
Allora affina inconsciamente le sue tattiche per far fronte alle forze particolari che agiscono nel suo ambiente; sviluppa non solo delle strategie ad hoc ma tratti permanenti del carattere che diventano parte della sua personalità (K.H. li chiama appunto tratti nevrotici).
Nel corso di questo sviluppo adattivo del bambino si cristallizzano tre linee principali di adattamento all’ambiente, o tre atteggiamenti:
1. Andare verso (la gente)
2. Andare contro
3. Allontanarsi
Ciascuno degli atteggiamenti di base verso gli altri ha il suo valore positivo: andando verso la gente la persona cerca di creare un rapporto favorevole col mondo; andando contro rafforza strategie per sopravvivere in una società competitiva; allontanandosi sviluppa risorse interiori per raggiungere integrità e serenità. Di fatto, tutti e tre gli atteggiamenti sono desiderabili e necessari per lo sviluppo dell'essere umano. Diventano coatti, rigidi e reciprocamente esclusivi solo all'interno di una struttura nevrotica.
In ognuno di questi tre atteggiamenti, uno degli elementi implicati nell’ “ansietà di base” viene ultra-accentuato (relativamente all’atteggiamento corrispondente):
1. La debolezza
2. L’ostilità
3. L’isolamento
L’atteggiamento preponderante (gli altri due, compresenti, restano sullo sfondo della personalità) è quello che più fortemente determina il comportamento reale, ed è rappresentato da quei modi e quei mezzi di adattarsi agli altri con cui quell’individuo si sente più a suo agio.
Sta di fatto che, invece di completarsi a vicenda e formare un tutto armonico (infatti, si può allo stesso tempo essere in grado di confidare negli altri, lottare, e rimanere sé stessi), i tre atteggiamenti sfociano nella nevrosi e acquisiscono una forte rigidità.
Il nevrotico è portato a compiacere, a controbattere e a starsene in disparte, incurante se il procedimento sia più o meno appropriato alla particolare circostanza, e viene assalito dal panico se si comporta diversamente. Pertanto, quando i tre atteggiamenti sono presenti allo stesso grado di potenza, il nevrotico è destinato ad un severo conflitto.
I TRE ATTEGGIAMENTI DI BASE (O TRATTI NEVROTICI)
Andare verso la gente: IL TIPO CONCILIANTE
Carattere centrato sull'amore
In questo tipo di persona il forte desiderio di intimità umana e di appartenenza appare come il bisogno che domina su tutti gli altri (il bisogno coatto) e sotto la spinta del quale prendono forma comportamenti, sentimenti e azioni.
Il tipo conciliante manifesta questo bisogno in tutte le sue declinazioni:
bisogno di essere accolto, desiderato, amato, accettato. Bisogno di sentirsi approvato, apprezzato; di sentirsi necessario, importante, specie per una particolare persona. Bisogno di essere aiutato, protetto, curato, guidato.
Con questo sistema di bisogni egli va verso la gente, fiducioso e speranzoso di trovare accoglienza, sopravvalutando molto spesso la comunanza di interessi con chi gli sta vicino, piuttosto che marcando le differenze.
Alla base di questa inclinazione relazionale, c'è il tentativo di confinare e controllare elementi e situazioni percepiti da sempre come aggressivi e potenzialmente minacciosi: le persone più aggressive, e quindi terrorizzanti, sono quelle il cui “affetto” diventa più necessario.
Divenendo sensibile ai bisogni altrui, in special modo a quelli che gli permettono di rimanere in contatto con le persone (meno ai bisogni altrui di solitudine, autonomia etc..), il tipo conciliante costruisce le basi per assicurarsi legami pacifici.
Egli cerca automaticamente di vivere sulle aspettative degli altri o su quelle che crede siamo le loro aspettative, spesso fino a perdere il contatto con i propri sentimenti. Diventa “altruista”, si sacrifica, non esige, fatta eccezione per il suo sconfinato desiderio di affetto.
Il tipo conciliante sembra guardare le persone attraverso lenti particolari che le mostrano tutte simpatiche, leali, potenzialmente piacevoli. Questo auto-inganno provoca brucianti delusioni e aumenta la sua generale insicurezza.
Sopprimere le proprie tendenze aggressive e distruttive è lo scopo non dichiarato del suo apparire così...conciliante. Poiché qualsiasi tipo di comportamento aggressivo è proibito, ne derivano delle severe inibizioni nella sfera dell'assertività, della critica, dei bisogni personali, dell'ambizione, della leadership.
In una vita tutta orientata verso gli altri non rimane molto spazio per fare qualcosa per sé e per goderne da solo. Aumenta invece la dipendenza dagli altri.
Il tipo conciliante è così pervaso da sentimenti di debolezza e di vulnerabilità. In lui, l'auto-annullamento e la “bontà”, percepiti sempre in modo ideale perché in funzione di bisogni più profondi di protezione e rassicurazione, invitano a farsi sottomettere e sfruttare. La dipendenza dagli altri alimenta la posizione, reale e percepita, di vulnerabilità, con la conseguenza di sentirsi trascurati, respinti e umiliati ogni volta che la gran quantità di affetto o approvazione richiesta non viene ottenuta.
L'amore sembra essere l’unico scopo per cui valga la pena di lottare e di vivere.
Tutti gli sforzi inconsci di controllare le dinamiche aggressive non impediscono però ai bisogni repressi di operare e di affermarsi, tuttavia ciò si verifica in modo da adattarsi alla struttura. Dunque, la persona sarà esigente “perché è tanto infelice”, o dominerà in segreto sotto il paravento dell' “amore”. L'aggressività repressa accumulata da luogo ad esplosioni più o meno veementi, fino a veri e propri scoppi di rabbia.
Il tipo conciliante è portato quindi a trasferire i suoi conflitti personali nel rapporto, e perciò a distruggerlo, non rendendosi conto che ciò che esige dagli altri è eccessivo ed egocentrico.
Andare contro la gente: IL TIPO AGGRESSIVO.
Carattere centrato sul potere
Il tipo aggressivo, al contrario di quello conciliante, dà per scontato che tutti siano nemici, rifiutandosi di ammettere il contrario. Per lui il mondo è un’arena dove sopravvive soltanto il più capace, e dove il forte sconfigge il debole.
Quindi, il suo bisogno coatto, primario è esercitare il controllo sugli altri.
La legge che domina nella sua vita è la ricerca spietata del proprio interesse.
Il suo atteggiamento, talvolta del tutto chiaro, è più spesso mascherato sotto una vernice di soave cortesia, equanimità e socievolezza; ma questa facciata può rappresentare una concessione machiavellica all’opportunismo.
Si riscontrano, in questo tipo, dei tratti sadici, nel modo in cui procede usando gli altri per conseguire i propri scopi.
Il tipo aggressivo è infatti dominato dal desiderio di sfruttare gli altri, di farli soffrire; per lui qualunque rapporto viene considerato dal punto di vista di “che cosa ne posso ricavare?”, sia che si tratti di denaro, prestigio, contatti, idee.
È chiaro come in questo tipo di carattere l’amore abbia un ruolo trascurabile.
L’opinione che l’aggressivo ha di sé è che è forte, onesto e realista, in quanto queste caratteristiche fanno parte della sua particolare logica, in cui la crudeltà è forza, la mancanza di riguardo per gli altri è onestà, e lo spietato perseguimento dei propri fini è realismo.
Infine, come il tipo conciliante reprime la propria aggressività e distruttività, così il tipo aggressivo reprime la pietà, la mitezza e la compiacenza. (p.61)
Allontanarsi dalla gente: IL TIPO DISTACCATO
Carattere centrato sull'indipendenza
Per distacco non si intende il bisogno e la ricerca di solitudine, aspetti determinanti, al contrario, per mantenere viva ed equilibrata la propria vita permettendo il contatto con la profondità interiore. Il distacco in senso nevrotico si ha solo quando il desiderio di star soli diventa per la persona l'unico mezzo valido per evitare di associarsi agli altri, in quanto lo stare insieme e il condividere sono vissuti come troppo faticosi e problematici.
Nel tipo distaccato si possono avere vari gradi di distacco, fino alla totale alienazione dalla gente.
Ciò che tutte le persone distaccate hanno in comune è la capacità di guardare a sé stesse, e alla vita in genere, con una specie di interesse obiettivo, come per esempio si può guardare un'opera d'arte: con l'atteggiamento di uno “spettatore”.
Il bisogno centrale è quello di frapporre una distanza emozionale fra sé e gli altri, tracciando intorno a sé stessi una specie di cerchio magico che nessuno può attraversare, e che, quando invece è oltrepassato, genera ansia nella persona.
Fra gli altri bisogni evidenti e coatti, c'è quello dell'autosufficienza, che sottende la necessità di limitare, consciamente o meno, i propri bisogni. Meglio non avere niente che importi molto, non attaccarsi mai a qualcuno o a qualcosa, nella paura che diventino indispensabili e che quindi arrivino a minare l'isolamento.
Nel tipo distaccato è fondamentale preservare la privacy, a scapito dell'intimità. Qualunque domanda gli venga posta sulla sua vita privata lo urta, e tende ad avvolgersi in un alone di segretezza. Al contrario del tipo conciliante, a lui non piace dividere le esperienze.
Autosufficienza e riservatezza servono al bisogno più importante: il bisogno di indipendenza completa. Di per sé, l'indipendenza possiede un valore certamente positivo, ma l'errore che commette il tipo distaccato è di considerarla fine a sé stessa, di ignorare il fatto che il suo valore dipende in larga misura da come la si usa; e lui tende ad utilizzarla con un orientamento negativo: per non essere legato, influenzato, obbligato.
Infatti, il tipo distaccato manifesta una ipersensibilità per tutto ciò che assomiglia all'obbligo, alla coercizione e così via, tanto da evitare in genere gli impegni a lungo termine, come il matrimonio, la sottoscrizione di un contratto, l'acquisto di immobili e così via.
Il fatto che gli altri si aspettino da lui qualcosa gli procura disagio e un senso di ribellione.
Fra i bisogni del tipo distaccato si riscontra anche il bisogno di superiorità. Le espressioni “torre d'avorio” e “splendido isolamento” rappresentano bene il legame fra distacco e superiorità. Forse nessuno è in grado di sopportare l'isolamento senza sentirsi eccezionalmente importante, o forte e pieno di risorse.
Ma nel tipo distaccato il senso di superiorità ha caratteristiche specifiche perché detestando la lotta competitiva egli non vuole davvero eccellere attraverso uno sforzo tenace; dunque pensa che la sua nascosta grandezza dovrebbe essere sentita e riconosciuta senza alcuno sforzo da parte sua, senza che debba fare una mossa.
C'è una tendenza generale a reprimere ogni sentimento fino ad arrivare a negarne l'esistenza, unita al sospetto che la gente menta sul proprio sentire come su tante altre cose.
Quanto più sono controllate le emozioni, tanto più è probabile che venga enfatizzata l'intelligenza, aspettandosi che tutto venga risolto tramite il potere del ragionamento, nel quale vengono investite la maggior parte delle energie.
I rapporti sessuali si rivestono di un eccessivo significato, come un ponte verso gli altri, e pertanto sono godibili solo se transitori. Ma può anche darsi il caso in cui il tipo distaccato abbia talmente coltivato l'indifferenza da aver rinchiuso questo aspetto fino a renderlo poco accessibile, con la conseguenza che rapporti del tutto immaginari possono prendere il posto di quelli reali.
Dal saggio di Karen Horney “I nostri conflitti interni” (1971, Martinelli editore)
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