La Riflessologia Plantare e la Medicina Tradizionale Cinese
La Riflessologia Plantare nasce con le scoperte e le intuizioni di Fitzgerald, un medico otorinolaringoiata americano. Le ricerche e le sue tecniche di intervento sono state poi sviluppate e confermate da altri ricercatori e medici fino a far diventare la Riflessologia plantare un nuovo approccio al benessere.
Tale metodologia di lavoro trova una cornice teorica importante nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e dei suoi tre caposaldi: Il principio Yin-Yang; I Cinque Movimenti; l'Energetica. Le tradizioni occidentale ed orientale riescono ad incontrarsi in questa pratica di massaggio, creando un ponte per una possibile visione d'insieme alla cura della persona.
Alferdo Baldassarre, direttore della Scuola Superiore Riflessologia Zu, ha operato una importante integrazione fra la riflessologia e la MTC, intuendo nuove possibilità di lettura dei segni sul piede e possibilità di intervento maggiormente efficaci.
Il piede può essere suddiviso in tre parti ben distinte: quella superiore, comprendente le dita e la parte superiore delle articolazioni metatarso-falangea; quella centrale, comprendente l'area dei metatarsi; e quella inferiore, compredente le ossa del tarso e della caviglia.
In modo analogo le informazioni e gli alimenti che entrano nel nostro corpo verranno analizzate in entrata, successivamente assimilate ed elaborate ed infine eliminate dal corpo o dal cervello.
Questa suddivisione diventa importante quando vogliamo cercare di comprendere dove lo squilibrio presente in una persona abbia avuto luogo. In altre parole se la maggior parte dei segni presenti su di un piede saranno concetrati nella parte superiore del piede, questo indicherà una difficoltà della persona a discernere ciò con cui entra in contatto. Se i segni saranno presenti in maggiore misura nella parte centrale, il problema sarà centrato su come la persona assimili ed elabori le esperienze che vive. Se, infine, i segni saranno concetrati nella parte bassa, l'attenzione sarà rivolta a come la persona elimini o al contrario tenda a trattenere.
Una ulteriore chiave di accesso viene dalla comprensione della natura organica, pisosomatica ed eneregetica dello squilibrio della persona.
Gli squilibri di natura organica sono riconducibili ad esempio ad una alimentazione squilibrata o prevalentemente acida, che caricando l'organismo di tossine porta lo stesso alla formazione di segni come calli e rigonfiamenti anche sul piede. Gli squilibri di natura psicosomatica indicano una sofferenza che nasce dalla tipologia di relazioni emozionali che una persona intesse ad esempio con la sua famiglia, sul posto di lavoro, con i suoi amici etc. Tali segni vertono prevalentemente sulle dita, le quali rappresentano le funzioni sensoriali ed emotive della persona. Lo squilibrio di natura energetica, infine, si riflette principalmente sul piano di inclinazione dei piedi ed interessa lo stato di efficienza dei meridiani della MTC.
Tutte queste informazioni vengono poi integrate con la legge dei Cinque Movimenti, grazie alla quale, è possibile comprendere lo stato di equlibrio fra gli stessi movimenti ed individuare la via per la risoluzione della sofferenza.
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