La vita creativa e la sua preservazione nell'animo della donna
un estratto dal libro "Donne che corrono con i lupi" di C. Pinkola Estés
Un antico racconto, La Llorona, ricorre alla metafora di una donna bellissima e del chiaro fiume della vita per descrivere il processo creativo femminile nel suo stato normale. Ma nell'interazione con l'animo distruttivo, sia la donna sia il fiume conoscono il decadimento. Allora la donna la cui vita creativa deperisce, come La Llorona, esperisce una sensazione di avvelenamento, di deformazione, e il desiderio di annientamento. Poi è trascinata in una ricerca apparentemente senza fine tra i rottami del suo potenziale creativo.
Affinché la sua ecologia psichica sia ripristinata, il fiume dev'essere riportato all'originaria limpidezza.
Reagire: ecco come ripulire il fiume. I lupi conducono una vita immensamente creativa. Ogni giorno fanno decine di scelte, decidono quale direzione prendere, valutano la lontananza, si concentrano sulla preda, calcolano le possibilità, colgono le opportunità, reagiscono efficacemente per raggiungere i loro obiettivi. La loro capacità di scovare quanto è nascosto, di coalizzarsi nell'intento, di concentrarsi sul risultato voluto e di agire in prima persona per ottenerlo sono esattamente le caratteristiche necessarie per un percorso creativo.
Per creare bisogna saper reagire. La creatività è la capacità di reagire a tutto quanto accade intorno a noi, di scegliere tra centinaia di possibilità di pensiero, sentimento, azione e reazione e riunirle in una risposta, un'espressione o un messaggio unici, ricchi di passione e significato. In questo senso la perdita del nostro ambiente creativo significa ritrovarci limitate a un'unica scelta, costrette a sopprimere e a censurare sensazioni e pensieri, a non agire, a non dire, a non essere.
Essere selvagge: ecco come purificare il fiume. Il fiume non arriva inquinato, siamo noi a renderlo tale. Il fiume non si prosciuga, siamo noi a bloccarlo. Se vogliamo concedergli la libertà, dobbiamo consentire alla nostra vita ideativa di sciogliersi, di scorrere, lasciando venire tutto, non censurando inizialmente nulla. Questa è vita creativa. E' un paradosso divino. E' un processo assolutamente interiore. Per creare occorre la volontà di essere completamente stupidi, sedere su un trono in groppa ad un somaro e sputare rubini dalla bocca. Allora il fiume scorrerà, noi potremo restare nella sua corrente e toglierci gonna e camicia per infagottarvi tutto ciò che riusciremo a portare.
Iniziare: ecco come purificare il fiume inquinato. Se avete una tremenda paura di fallire, cominciate subito, eventualmente fallite, riprendetevi, ricominciate. Se doveste di nuovo fallire, fallite. E allora? Ricominciate di nuovo. Non è il fallimento a trattenerci, ma la riluttanza a ricominciare più e più volte. Se avete paura che qualcosa vi salti addosso e vi morda, allora sbrigatevi ad affrontarlo, così potrete proseguire. Supererete la paura, e non continuerete ad usarla per evitare di ripulire il fiume.
Proteggere il proprio tempo: ecco come bandire gli elementi inquinanti. Conosco una pittrice che vive nei pressi delle Montagne Rocciose; quando è in vena di dipingere o pensare appende un cartello alla catena che sbarra la strada per casa sua: “ Oggi lavoro e non ricevo visite. So che penserete che la cosa non vi riguarda, perché siete il mio consulente finanziario, il mio agente, o il mio migliore amico. Invece vi riguarda.”
Una scultrice che conosco appende questo cartello al cancello di casa sua: “Non disturbate a meno che non abbia vinto alla lotteria, o Gesù sia stato avvistato sulla Old Taos Highway”. Come potete ben constatare, l'animo ben sviluppato ha confini eccellenti.
Ostinarsi: come bandire ulteriormente questo inquinamento? Insistendo, così nulla ci tratterrà dal mantenere in esercizio l'animo, continuando nell'impresa di filare l'anima, di fabbricare ali, e la nostra arte, il nostro rammendo e il nostro cucito psichici, che ci si senta forti o no, pronte o no. Se necessario legandosi all'albero maestro, alla sedia, alla scrivania, a una pianta, ovunque creiamo. E' essenziale sebbene spesso doloroso, prendersi il tempo necessario, non aggirare i compiti difficili insiti nello sforzo per raggiungere la padronanza. Una vera vita creativa non arde in un modo soltanto.
I complessi negativi che sorgono lungo la via sono banditi o trasformati – i sogni vi guideranno nell'ultima parte del cammino – asserendo una volta per tutte: “Amo la mia vita creativa più di quanto ami collaborare con la mia oppressione”. Se trattassimo male i nostri figli, le assistenti sociali busserebbero alla nostra porta. Se trattassimo male le nostre bestiole, la Società di Protezione degli Animali ce le porterebbe via. Ma non esiste una Pattuglia della Creatività, o una Polizia dell'Anima. Ci siamo noi, e basta. Siamo le uniche a poter vigilare sulla nostra anima-sé e sull'animo eroico. E' tremendo bagnarli solo una volta la settimana, o una volta al mese o addirittura l'anno. Hanno i loro ritmi circadiani: hanno bisogno di noi e dell'acqua del nostro operare ogni giorno.
Proteggere la vita creativa. Per evitare l' hambre del alma, chiamate il problema col suo nome, e definitelo. Dedicatevi alla vostra opera tutti i giorni. Non lasciate che nessun pensiero, nessun uomo, nessuna donna, nessun amico, nessuna religione, nessun lavoro, nessun brontolio vi costringano alla carestia. Se necessario, mostrate gli incisivi.
Confezionare amorevolmente la vera opera: costruite il rifugio fatto di calore e sapienza. Trasferitevi la vostra energia. Insistete per ottenere un equilibrio fra la banale responsabilità e l'estasi personale. Proteggete l'anima. Insistete sulla qualità della vita creativa. Non lasciate che i vostri complessi, la vostra cultura, i detriti intellettuali, le chiacchiere altisonanti, aristocratiche, pedagogiche o politiche ve la rubino.
Preparare il nutrimento per la vita creativa: se molte sono le cose buone e nutrienti per l'anima, per lo più ricadono nei quattro gruppi fondamentali della Donna Selvaggia: tempo, dedizione, passione e sovranità. Fatevi una buona riserva. Tengono il fiume pulito.
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